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	<title>scacchi Archivi - Moondog</title>
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		<title>Un complicato intrigo di scacchi, mosse vincenti e narcisisti sociopatici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Moondog]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2023 16:20:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Durante la prima rivoluzione industriale, venne alla luce un nuovo movimento, composto da operai la cui vita risultava assai più tranquilla rispetto a quella di un moderno adolescente, in conseguenza del fatto che una fabbrica garantiva un numero di posti accessibili nella società a sufficienza da coprire l'intera popolazione, in modo tale da permettere a chiunque di sentirsi parte di un ingranaggio assai più complesso. </p>
<p>L'articolo <a href="https://moondog.it/un-complicato-intrigo-di-scacchi-mosse-vincenti-e-narcisisti-sociopatici/">Un complicato intrigo di scacchi, mosse vincenti e narcisisti sociopatici</a> proviene da <a href="https://moondog.it">Moondog</a>.</p>
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<p class="has-text-align-left">Da qualunque lato la si guardi, una scacchiera riesce sempre a darti una visione a tratti delle cose. I pezzi nelle caselle non sono nient&#8217;altro che un’immagine di quello che puoi vedere in quel momento, e non di quello che sta per succedere. Se non avessi mai provato la sensazione di perdere il controllo, prova ad iniziare una partita eliminando qualche pezzo. Il bianco parte senza regina, il nero senza pedoni. Alla 28a mossa il bianco abbandona.</p>



<p class="has-text-align-left">Una buona apertura potrebbe essere pedone di regina d4, cavallo f3, pedone g3, alfiere g2&#8230;arrocco e per chiudere pedone b3. </p>



<p class="has-text-align-left">La particolarità è dovuta al fatto che non sia un gioco prettamente individuale. O meglio, gli scambi e i gesti si alternano tra una persona e il suo antagonista e quello che ad un occhio disattento potrebbe sembrare è che sia questo e basta. Una vigorosa competizione in cui si fa a gara a chi ha il cervello più grosso. </p>



<p class="has-text-align-left">Eppure alla fine una partita la vince chi riesce a far funzionare meglio i pezzi tra di loro. Si tratta di osservare e capire chi muovere prima e chi dopo. Così come in un valzer atipico, ballato da mani rapide e precise, ci viene dimostrato che le cose tendono a funzionare meglio quando si viene mossi tutti da una stessa idea, una stessa volontà. In barba a chi crede che siano i singoli pezzi a far la differenza, il re può essere messo in scacco anche solo da un pedone mosso al momento giusto, preceduto da chi poco prima si era mosso proprio per far arrivare il pedone in quel punto. </p>



<p class="has-text-align-left">In fin dei conti, la torta caprese, non è altro che una semplice torta al cioccolato, fatta da pochi ingredienti che si mescolano bene tra di loro. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Piovono polpette</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<p>Durante la prima rivoluzione industriale, venne alla luce un nuovo movimento, composto da operai la cui vita risultava assai più tranquilla rispetto a quella di un moderno adolescente, in conseguenza del fatto che una fabbrica garantiva un numero di posti accessibili nella società a sufficienza da coprire l&#8217;intera popolazione, in modo tale da permettere a chiunque di sentirsi parte di un ingranaggio assai più complesso. </p>



<p>Seppur con le sue criticità, un tale periodo storico acquisiva la capacità di deresponsabilizzare i singoli individui. Con la nascita dei sindacati si intravide per la prima volta la possibilità di utilizzare uno strumento collettivo capace di andare a gettare le basi e soprattutto di ideare soluzioni globali da utilizzare per problemi globali. </p>



<p>Un singolo operaio poteva coalizzarsi, in modo da non sentire solo suo il peso delle conseguenze dettate da dinamiche geopolitiche ipercomplesse, e di cui non riusciva a scontornare in maniera totale le cornici e i contenuti. Era un meccanismo rudimentale ma estremamente efficace, che non si occupava di comprendere le cause, ma in maniera inversa, di partire dalle conseguenze per tracciare un sentiero da percorre al contrario, per tamponare in maniera tempestiva tutto quello che poteva creare sofferenza e divisione. </p>



<p>Una volta venuto meno questo paradigma, singoli individui di punto in bianco videro crollare le proprie certezze. Con la perdita della solidarietà sociale, i gruppi si videro frammentarsi in singole unità, ognuna delle quali vedeva nell&#8217;altro non più un appoggio su cui contare ma un rivale con cui competere per ottenere i privilegi di una macchina stampa soldi, che associava un costo e un termine di produzione ai singoli aspetti della vita. </p>



<p>Da qui in poi il termine “cooperatività”, denoterà un’accezione completamente diversa, così come il termine “etichette” di cui parleremo in futuro. Una società composta da narcisisti sociopatici che vedono nell&#8217;affermazione personale l&#8217;unica via per una vita soddisfacente, e invece negli psicofarmaci una soluzione per tamponare i gravi scompensi che tutto questo comporta.</p>



<p>Il narcisista moderno è pertanto incapace di comprendere la radice di tali problemi che si trovano al di sopra della propria dimensione personale, impossibili da affrontare per una sola mente, e questo suo essere inerme di fronte a questa condizione, dettata da una società che piuttosto scarica le responsabilità sul singolo individuo, incapace di competere per un numero ormai limitato di posti rimasti nel grande ingranaggio che anni prima invece era felice di accogliere le masse, non fa altro che alimentare la dinamica della rivendicazione di classe, dello scontro per il pezzo di pane rimasto nello scaffale più in alto.</p>



<p>In questo contesto i nazionalismi sguazzano pronti a disegnare e spostare il bersaglio sulla componente più debole da far fuori, forti della convinzione popolare che il poco pane rimasto alla massa sia colpa di quei 4 ladruncoli che entrano di notte a rubare, piuttosto che di chi, quegli scaffali si occupa di riempirli. </p>



<p>A questo punto si potrebbe tentare con pedone c5, pedone c4, regina c2 e cavallo b2. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il diavolo che truffò un narcisista</h2>



<p>Si potrebbero aprire interessanti discussioni su come il concetto di solitudine sia nato e si sia trasformato nel corso del tempo, e su come sia oggi inteso e diffuso, in un contesto come quello affrontato nel paragrafo precedente e soprattutto amplificato da smartphone, social media e quant&#8217;altro. Ma non annoierò con questa parentesi, piuttosto mi piacerebbe citare Wilson Cooper quando scrisse &#8220;il senso di solitudine è comune tra gli esseri umani quanto le conchiglie sulla spiaggia&#8221; che forse rende meglio il concetto. </p>



<p>Quello che però ho a cuore, è andare a sviscerare tutto quel ciarpame di cui troppo spesso si sente parlare e di come viscidi approfittatori utilizzano queste riflessioni come strumento di profitto. Salire sul carro in fiamme per vendere benzina a persone terrorizzate. </p>



<p>Mi riferisco a chiunque professi la cultura del fallimento personale, come una causa e non una conseguenza. A chi scrive che se non riesci ad amare è perché in realtà non stai amando te stesso, che non sei abbastanza, perché in realtà dovresti avere più coraggio e buttarti, che se hai paura di andare a cena da solo non dovresti farti problemi, che non stai riuscendo perché piuttosto non ci stai credendo abbastanza. Potrei portare migliaia di esempi, ma il succo è che &#8220;puoi fare tutto&#8221; è uno slogan da quattro soldi inventato dall&#8217;industria, per farti essere più in linea con le idee del settore marketing. </p>



<p>Una cultura subdola, ma diffusa e portata avanti da chi tende a farti credere che dovresti essere ricco e non fare nulla, piuttosto che stare lì a sporcarti le mani. Che dovresti aprire un attività in cui sostanzialmente tu non fai nulla, ma piuttosto ordini oggetti creati da operai sottopagati e li rivendi a cinquantenni attempati in preda a crisi di mezza età. </p>



<p>Sfruttare la crisi di chi non riesce a vincere la battaglia per quei pochi posti disponibili nella società, convincendoli piuttosto a diventare allo stesso tempo il prodotto, il fabbricante e il cliente di se stessi. </p>



<p>Le fabbriche ormai automatizzate, hanno reso gli operai disoccupati e terrorizzati, facendoli diventare preda, inducendoli a sognare di diventare imprenditori di stessi. E chi fallisce in questo percorso è perché non si è impegnato abbastanza. La cultura del marketing e della brand identity, che però non ha alcuna sostanza, dimostra che l&#8217;unico prodotto che è capace di vendere è l&#8217;intrattenimento.   </p>



<p>In questa società l&#8217;imprenditore è ridimensionato, un mero teatrante, che non ha alcuna volontà di sognare un futuro migliore. Risulta infatti impossibile in una società che ha smesso di guardare al futuro come un qualcosa da migliorare, ma solo un evento catastrofico da subire. L&#8217;unico prodotto disponibile pertanto risulta essere nient&#8217;altro che qualcosa che permetta alle persone di evadere dalla decadenza del presente, che rievochi la bellezza mai esistita dei tempi passati, e che permetta di non pensare agli eventi terrificanti che accadranno nel futuro. </p>



<p>L&#8217;imprenditore non deve più inventare ma deve creare infrastrutture e prodotti volti all&#8217;intrattenimento. </p>



<p>In una società come questa, una figura come quella di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elon_Musk">Elon Musk</a> è vista come una minaccia. Una figura su cui far ricadere tutte le colpe. Lui è l&#8217;uomo che vuole andare su Marte, che crea robot e macchine elettriche. Quello che tenta di risolvere dei problemi, e allora perché non li risolve tutti?</p>



<p>Perché mentre la povera gente muore di fame lui piuttosto propone case stampate in 3D? Perché è così arrogante? Perché ha comprato Twitter millantando di voler restituire la libertà di parola invece di distribuire la corrente in Africa? E perché si mette lì a perder tempo con le invenzioni tipo la connessione satellitare piuttosto che risolvere le guerre nel mondo?            (Si precisa che questa considerazione è precedente ai recenti fatti che mi hanno fatto cambiare notevolmente la percezione che avevo nei confronti della sua persona. Nonostante questo, l’idea espressa contestualizzata al tempo in cui è stata scritta rimane comunque valida)</p>



<p>Per l&#8217;uomo moderno se sei quello che vuole rendere il futuro migliore sei solo un grandissimo stronzo. Ed è tutta colpa tua, di tutto. </p>



<p>Una buona continuazione dovrebbe essere cavallo c4, e5, regina b2, pedone a3, cavallo d3, alfiere g5.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come topi in trappola</h2>



<p>&#8220;Eravamo costretti in casa, ma uscimmo di nascosto per strappare una vista del cielo che nessun altro poteva avere. Lì trovammo finalmente la solitudine che cercavamo. Era sempre stata dentro di noi, ma rinchiusi in quelle quattro mura non riuscivi a percepirla. Le pareti sembravano volerti cadere addosso. Eravamo trasgressori, evasi, ma non desideravamo altro che metterci in salvo. Non ci importava delle conseguenze. Adesso che finalmente eravamo soli potevamo sentirci in pace con noi stessi. Un fulmine. Ad un tratto tutto crollò. Ci rendemmo conto di non essere mai usciti. Che quel cielo lo avevamo visto solo in qualche stralcio di ricordo passato. Prima guardavamo spesso il cielo. Lo facevamo quando ci sentivamo felici. Ora eravamo di nuovo soli con noi stessi. Avevamo violato la legge, senza essere scappati. Quei pochi attimi però, erano bastati per farci sentire vivi. Le settimane successive ritentammo, ma fuori non c’era più nulla per noi. Così tutto finì. Tutti tornarono alla loro vita. Uscirono finalmente di casa. Noi no, restammo lì, tra quelle quattro mura per strappare una vista del cielo che nessuno poteva avere”</p>



<p>Proseguiamo con alfiere f6, torre c1, cavallo d4, regina a2, re in g2, g1, regina c2. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Prevedere le mosse</h2>



<p>Uno degli aspetti principali degli scacchi, non è tanto ragionare con le 2 o 3 mosse successive, ma guardare in avanti il più possibile. Riuscire a valutare il maggior numero di possibili scenari è quello che ti rende un bravo giocatore di scacchi. </p>



<p>Tornare ad immaginare un futuro migliore è quello che spero sia stato trasmesso da tutte queste parole. Come umanità, come società semplificare le cose e cercare soluzioni semplici a problemi complessi non funziona. Cercare di capire chi non si sente abbastanza, chi è in difficoltà piuttosto che scaricargli addosso la colpa dovrebbe essere un buon proposito di tutti noi. Aiutare il prossimo e tornare a ragionare come una collettività. </p>



<p>Un giorno J. F. Kennedy disse: &#8221; Ad oggi, lo spazio non ha ancora visto alcuna contesa, alcun pregiudizio, alcun conflitto nazionale. I suoi pericoli sono avversi a noi tutti. La sua conquista merita il meglio di tutta l&#8217;umanità e questa occasione di cooperazione pacifica potrebbe non ripresentarsi mai più. Qualcuno si chiede: perché la luna? Perché sceglierla come nostro traguardo? Ci si potrebbe chiedere anche: perché scalare la montagna più alta? Perché, 35 anni fa, è stato sorvolato l&#8217;Atlantico? Perché la Rice si batte contro il Texas?<br>Abbiamo deciso di andare sulla luna. Abbiamo deciso di andare sulla luna in questo decennio e di impegnarci anche in altre imprese, non perché sono semplici, ma perché sono ardite, perché questo obiettivo ci permetterà di organizzare e di mettere alla prova il meglio delle nostre energie e delle nostre capacità, perché accettiamo di buon grado questa sfida, non abbiamo intenzione di rimandarla e siamo determinati a vincerla, insieme a tutte le altre.&#8221;</p>



<p>Quasi alla fine segue torre d1, d2, regina c8, torre c8, pedone b4, pedone e3, pedone h4. A questo punto seguono varie prese. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Scacco Matto!</h2>



<p>La partita termina con scacco del re in d8 causato da cavallo g7, torre f7 e pedone e6. </p>



<p>Al lettore che ha seguito con attenzione tutti i passaggi, arrivato a questo punto, dovrebbe ormai essere chiaro come vincere una partita di scacchi abbastanza agilmente. </p>



<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=q7zwJQSjqYo">https://www.youtube.com/watch?v=q7zwJQSjqYo</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://moondog.it/un-complicato-intrigo-di-scacchi-mosse-vincenti-e-narcisisti-sociopatici/">Un complicato intrigo di scacchi, mosse vincenti e narcisisti sociopatici</a> proviene da <a href="https://moondog.it">Moondog</a>.</p>
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